Negli Stati Uniti vivono oggi circa 11-12 milioni di immigrati irregolari (undocumented), una popolazione paragonabile a quella di Ohio o Pennsylvania. Molti sono qui da decenni, hanno figli cittadini americani, pagano tasse con un ITIN. Il sistema legale dell'immigrazione, basato sull'INA del 1952 e riformato l'ultima volta in modo organico nel 1990, è considerato da quasi tutti gli osservatori — di destra e di sinistra — disfunzionale.

Eppure, dal 2006 ogni proposta di riforma sostanziale si è arenata. Capire perché è la chiave per capire la politica americana contemporanea.

I quattro nodi della riforma

Ogni proposta seria di riforma deve affrontare quattro nodi, che tendono a sciogliersi o annodarsi insieme:

NodoCosa significa
LegalizzazioneCosa fare degli 11-12 milioni di irregolari già presenti.
Sicurezza al confineMuro, tecnologia, agenti CBP, asilo, deterrenza.
Sistema legaleAumentare/diminuire H-1B, riformare le code per famiglia, abolire o riformare la diversity lottery.
Enforcement internoSanzioni ai datori di lavoro, E-Verify obbligatorio, espulsioni.

Storicamente la destra chiede prima sicurezza al confine ed enforcement, poi (forse) discute legalizzazione. La sinistra chiede legalizzazione come precondizione, accettando in cambio misure di sicurezza. Nessuno dei due lati è disposto a fare il primo passo, e così niente si muove.

I "Dreamers" e il DREAM Act

Il DREAM Act (Development, Relief, and Education for Alien Minors Act) è la proposta più longeva e meno realizzata della politica USA. Presentata per la prima volta nel 2001 dai senatori Hatch (R) e Durbin (D), riproposta in decine di versioni successive, prevede di concedere status legale ai minori arrivati irregolarmente con i genitori (i cosiddetti Dreamers) che soddisfino certi requisiti di istruzione o servizio militare.

La logica è semplice: queste persone sono cresciute negli USA, parlano inglese, hanno frequentato scuole americane, di fatto sono americane in tutto tranne che nei documenti. Espellerle non avrebbe né senso umano né economico.

Il DREAM Act è stato approvato dalla Camera diverse volte ma mai dal Senato (per la regola del filibuster servono 60 voti). Nel 2010 mancò di 5 voti.

DACA: la soluzione amministrativa di Obama

Visto il fallimento legislativo, il 15 giugno 2012 il presidente Barack Obama annunciò la Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA): un programma amministrativo che concedeva, ai Dreamers eleggibili, una "deferred action" rinnovabile ogni due anni e il permesso di lavoro (EAD).

DACA non è una legge: è una decisione esecutiva di non perseguire una certa categoria di persone. Questo la rende:

Trump tentò di abolire DACA nel 2017; la Corte Suprema bloccò l'abolizione nel 2020 per ragioni procedurali. Da allora il programma sopravvive in uno stato di limbo: chi era già iscritto può rinnovare, ma USCIS non accetta più nuove iscrizioni dal 2021 (sentenza federale del Texas).

Circa 580.000 persone sono attualmente protette da DACA.

Gang of Eight (2013): l'ultima vera occasione

Il tentativo bipartisan più serio di riforma è stato il Border Security, Economic Opportunity, and Immigration Modernization Act del 2013, scritto da una commissione di otto senatori (4 democratici, 4 repubblicani) nota come Gang of Eight: Schumer, Durbin, Menendez, Bennet, McCain, Graham, Rubio, Flake.

Il pacchetto prevedeva:

La legge fu approvata dal Senato il 27 giugno 2013 con 68-32 voti. Mai votata alla Camera, dove lo Speaker repubblicano John Boehner si rifiutò di portarla in aula. Da allora, niente di paragonabile è più stato tentato.

Lezione del 2013: anche con maggioranze bipartisan al Senato, una riforma può morire nel passaggio alla Camera o per la "Hastert Rule" (lo Speaker non porta in aula un disegno di legge senza la maggioranza del proprio partito). La frammentazione del processo legislativo USA è il vero ostacolo strutturale.

Il confine sud: dal muro a Title 42

Il confine sud (3.145 km fra Tijuana e Brownsville) è il pezzo più visibile e politicamente carico del dibattito. Le sue fasi recenti:

Riforme amministrative e tecniche

Mentre la grande riforma legislativa resta bloccata, sotto traccia avvengono cambiamenti tecnici importanti:

Scenari per i prossimi anni

Quattro scenari realistici per la riforma 2026-2030:

  1. Continuazione dello status quo. Il più probabile. Riforme amministrative limitate, oscillazioni dell'esecutivo su DACA, asilo e confine.
  2. Pacchetto piccolo bipartisan. Possibile una legge limitata che combini visti H-1B aumentati + sicurezza al confine + qualche tutela per i Dreamers, evitando il "comprehensive" che tutti definiscono ma nessuno approva.
  3. Riforma per via giudiziaria. La Corte Suprema potrebbe ridefinire alcuni temi (birthright citizenship, asilo, autorità esecutiva sull'immigrazione) modificando di fatto il sistema senza che il Congresso voti.
  4. Riforma "alla messicana". Pacchetto bipartisan dopo un evento esterno (crisi economica, shock demografico, accordo internazionale) che cambi il calcolo politico per entrambi i partiti.

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Domande frequenti

Cosa rende DACA fragile?

Non è una legge ma una decisione amministrativa: l'esecutivo dichiara di non perseguire una certa categoria. Può essere revocata da una nuova amministrazione, e da una corte federale se ritenuta esorbitante rispetto al potere presidenziale. Una sentenza del Texas del 2021 ha già impedito nuove iscrizioni.

Quanti sono i Dreamers oggi negli USA?

Le stime variano fra 1,1 e 2 milioni di persone potenzialmente eleggibili al DACA, di cui circa 580.000 effettivamente iscritte e protette dal programma. Il resto è in una zona grigia: eleggibili ma senza nuove iscrizioni accettate.

Perché la riforma del 2013 non passò alla Camera?

Per la cosiddetta "Hastert Rule" informale: lo Speaker repubblicano John Boehner si rifiutò di portare in aula una legge che non avesse la maggioranza all'interno del solo Partito Repubblicano, anche se avrebbe vinto facilmente con i voti democratici uniti a una minoranza repubblicana.

Cosa era Title 42?

Una norma sanitaria del 1944 (Title 42 dello U.S. Code) attivata nel marzo 2020 per espellere immediatamente al confine, in nome della prevenzione COVID, chiunque arrivasse irregolarmente, inclusi i richiedenti asilo. Revocata nel maggio 2023 al termine dell'emergenza sanitaria.