L'emigrazione di massa italiana verso gli Stati Uniti è una delle pietre miliari della storia atlantica. In quattro decenni — dal 1880 alla chiusura del 1924 con le quote di Johnson-Reed — quasi quattro milioni di italiani attraversarono l'oceano sperando in una vita migliore. Oggi, secondo i dati del U.S. Census, circa 17 milioni di americani dichiarano ascendenza italiana: è la quinta ascendenza europea più numerosa dopo tedeschi, irlandesi, inglesi e polacchi.

Capire come, perché e dove gli italiani arrivarono negli USA non è solo curiosità storica. Spiega molte cose del presente: le concentrazioni geografiche dei cognomi italiani in città come New York, Filadelfia, Boston, Chicago; le rotte commerciali con l'Italia che alcune di queste città hanno conservato; le radici politiche e culturali di certe comunità italo-americane; e, in chiave indiretta, perché tante persone in Italia oggi hanno parenti di terza generazione negli USA con cui hanno mantenuto un legame.

I numeri

Le cifre annuali dell'emigrazione italiana variano molto. I picchi assoluti furono raggiunti nei primi anni del Novecento:

DecennioItaliani entrati negli USA
1820-1850~5.000
1851-1860~9.000
1861-1870~12.000
1871-1880~56.000
1881-1890~307.000
1891-1900~652.000
1901-1910~2.046.000
1911-1920~1.110.000
1921-1930 (dopo le quote 1924)~456.000

Il decennio 1901-1910 è quello assoluto: oltre due milioni di italiani sbarcarono negli USA in dieci anni. Era l'epoca dell'"emigrazione golondrina" — termine ispirato alle rondini — di chi attraversava l'Atlantico stagionalmente, lavorava sei mesi in America, tornava in Italia per l'inverno o per le feste. Si stima che fino al 30-50% degli emigranti italiani di quel periodo tornassero in Italia almeno una volta, e una quota significativa rimpatriasse stabilmente. Il "viaggio di andata e ritorno" non era affatto raro.

Da dove partivano: la geografia delle regioni di origine

L'emigrazione italiana verso gli USA non distribuita uniformemente in tutta la penisola. Le regioni di origine prevalenti, nei tre periodi storici:

Prima fase: 1870-1890

Soprattutto nord Italia: Veneto, Friuli, Lombardia, Piemonte, Liguria. Gli emigranti del Nord andavano principalmente in Sud America (Argentina, Brasile) ma una quota significativa raggiungeva anche gli USA. Erano spesso contadini di pianura padana o di valli alpine in difficoltà economica, con un livello medio di alfabetizzazione superiore a quello del Mezzogiorno e quindi maggiore capacità di organizzarsi per la traversata.

Seconda fase: 1890-1924

L'esplosione dell'emigrazione verso gli USA è soprattutto del Sud e delle Isole: Sicilia, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia. Le ragioni sono molte: la crisi agricola del Mezzogiorno post-unitario, la malaria endemica in alcune aree, le condizioni di vita nelle campagne, l'esaurimento delle politiche di Brigantaggio, l'impossibilità di ripartire le proprietà fra molti figli.

Province particolarmente "esportatrici": Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro, Avellino, Salerno, Caserta, Benevento, Foggia, Palermo, Trapani, Agrigento, Messina, Catania.

Terza fase: dopo le quote

Dopo il 1924 l'emigrazione si riduce drasticamente per via delle quote, ma riprende negli anni '50 e '60 con un profilo più diverso (giovani con maggiore istruzione, professionisti, raggiungimento di parenti già emigrati). Il flusso si distribuisce in modo più uniforme su tutto il Paese.

Dove arrivavano: Ellis Island e oltre

Quasi tutti gli italiani entravano dagli scali della costa atlantica. Il principale era Ellis Island, l'isolotto nella baia di New York attivo come centro di ispezione federale dal 1892 al 1954. Altri scali importanti: Boston, Filadelfia, Baltimora, New Orleans (per chi arrivava direttamente in Louisiana, spesso siciliani).

Per i quattro milioni di italiani entrati fra il 1880 e il 1924, Ellis Island è il simbolo dominante. Da qui passarono 12 milioni di immigrati complessivi di tutte le nazionalità nel periodo di attività dell'isola. L'esperienza tipica di un italiano:

  1. Imbarco da Napoli, Genova, Palermo, Messina;
  2. 14-30 giorni di traversata in classe steerage (terza classe), nel pancia della nave;
  3. Arrivo a New York, ispezione di prima classe direttamente a bordo per chi viaggiava in cabina, trasferimento a Ellis Island in chiatta per la steerage;
  4. A Ellis Island: visita medica (occhi, polmoni, salute generale), ispezione legale (29 domande standardizzate sull'identità, sul lavoro, sul denaro, sui parenti in USA);
  5. Marchiatura del passaporto e ingresso negli USA, di solito entro qualche ora; in casi di sospetto di malattia o problemi legali, detenzione fino a verifica.

Il tasso di esclusione era inferiore al 2%. La leggenda di Ellis Island come "isola delle lacrime" è in parte mito: per la maggior parte degli italiani fu un passaggio veloce, non drammatico, ben gestito.

Le concentrazioni urbane

Una volta passata Ellis Island, gli italiani si distribuivano negli USA secondo logiche di "chain migration": ogni nuovo arrivato seguiva parenti, paesani, conoscenti già stabiliti. Risultato: enormi comunità monoregionali in città specifiche.

New York City

La meta principale. Quartieri storici:

Chicago

Communities siciliane e campane concentrate a Taylor Street (Little Italy classica), Grand Avenue, e nel South Side.

Filadelfia

L'enorme Italian Market di South Philly è ancora oggi il più antico mercato all'aperto degli USA, fondato dagli immigrati italiani negli anni '90 dell'Ottocento. Tradizione di emigrazione da Abruzzo e Calabria.

Boston

Il North End di Boston è ancora oggi il quartiere italo-americano più riconoscibile del New England. Originariamente abitato da diverse etnie, divenne dominante italiano fra il 1900 e il 1930. Tradizione siciliana e abruzzese forte.

San Francisco

North Beach è la "Little Italy" classica della West Coast, con prevalente tradizione genovese e ligure. Una delle pochissime aree italo-americane di forte tradizione settentrionale negli USA.

New Orleans

Una delle prime e meno note comunità italiane: siciliani sbarcati direttamente dal porto di Palermo già dagli anni '70 dell'Ottocento. Concentrati nel French Quarter e nel Vieux Carré, lavoravano nel commercio della frutta tropicale. Comunità sfortunata: il famigerato linciaggio del 1891 (11 siciliani uccisi da una folla a New Orleans dopo essere stati assolti dal tribunale per l'omicidio di un capo della polizia) è uno degli episodi più cupi della storia italo-americana e generò una crisi diplomatica fra Italia e USA.

Cosa facevano

L'immagine stereotipata del "muratore italiano" o del "fruttivendolo italiano" ha radici concrete. La distribuzione tipica dei mestieri:

L'integrazione e la "discriminazione bianca"

Gli italiani — soprattutto quelli del Sud — incontrarono nei primi decenni una forte discriminazione. La razzializzazione era reale: i siciliani in particolare erano spesso classificati come "non bianchi" o "swarthy whites" nelle pubblicazioni dell'epoca. La stampa popolare li dipingeva come violenti, criminali, mafiosi (il termine "mafia" entrò nell'inglese americano proprio dall'esperienza siciliana di New Orleans).

L'integrazione fu graduale ma costante. Catturarono ruoli importanti:

L'eredità nel 2026

Gli italo-americani sono oggi una delle minoranze "bianche etniche" più visibili e ben integrate. Il legame con l'Italia varia molto da generazione a generazione:

Il fenomeno della cittadinanza italiana per discendenza è in forte crescita negli ultimi vent'anni: decine di migliaia di italo-americani di terza, quarta, quinta generazione hanno richiesto e ottenuto il passaporto italiano basandosi sulle linee ascendenti. La riforma italiana del 2024-2025 ha introdotto limiti generazionali per arginare il fenomeno.

I dati di oggi

VoceNumero
Americani che dichiarano ascendenza italiana (Census 2020)~16,7 milioni
% della popolazione USA con ascendenza italiana~5,0%
Stati con maggiore concentrazione italo-americanaNew Jersey, Connecticut, Rhode Island, New York, Massachusetts
Italiani residenti regolari negli USA (AIRE)~250.000-280.000
Cittadini italiani con doppia cittadinanza USA~200.000-300.000 (stima)

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Domande frequenti

Quanti italiani entrarono davvero negli USA?

Circa 4 milioni fra il 1880 e il 1924. Molti tornarono indietro: i "ritorni" sono stimati tra il 30% e il 50% del totale, e gran parte di chi tornò venne ad emigrare di nuovo successivamente.

Quanti italo-americani ci sono oggi negli USA?

Circa 16,7 milioni dichiarano ascendenza italiana (Census 2020), quinta etnia europea più numerosa. Concentrazioni maggiori in New Jersey, Connecticut, Rhode Island, New York, Massachusetts.

I cognomi italiani furono cambiati a Ellis Island?

Mito. Gli ispettori di Ellis Island non cambiavano cognomi: leggevano dai manifesti compilati alla partenza in Europa. Le anglicizzazioni successive (Russo → Russell, Gallo → Gallow) furono autonome, fatte dagli stessi immigrati per ridurre la discriminazione o per semplificare la pronuncia. Il mito di Ellis Island fu alimentato dal film "The Godfather Part II".

Perché i siciliani andarono soprattutto a New Orleans e in California?

Per ragioni di rotte marittime e di "chain migration" pioniera. I primi siciliani arrivati a New Orleans negli anni 1870-80 lavoravano nel commercio di frutta tropicale dal Caribe, e attirarono parenti e paesani. In California, le valli vitivinicole furono pionierizzate da siciliani e liguri già negli anni 1860-70.

Cosa successe nel "Linciaggio di New Orleans" del 1891?

Dopo il processo per l'omicidio del capo della polizia di New Orleans David Hennessy, in cui 9 siciliani furono assolti per insufficienza di prove, una folla di migliaia di persone irruppe nel carcere e linciò 11 siciliani (alcuni assolti, altri non ancora processati). Fu uno dei più grandi linciaggi di massa nella storia USA, generò una crisi diplomatica con l'Italia e portò all'unica occasione in cui l'Italia ritirò il proprio ambasciatore dagli USA per protesta.

Perché l'emigrazione italiana si fermò nel 1924?

Le quote nazionali introdotte dal Johnson-Reed Act del 1924 ridussero drasticamente le immigrazioni dall'Europa meridionale e orientale, italiani inclusi. La quota italiana annuale fu fissata a 5.802, contro le centinaia di migliaia dei picchi precedenti. Vedi l'articolo dedicato.

Esiste ancora una nuova emigrazione italiana verso gli USA?

Sì, ma molto diversa: oggi sono soprattutto giovani professionisti, ricercatori, studenti universitari. L'emigrazione di massa di lavoratori manuali è finita decenni fa. Il flusso annuale di nuovi italiani residenti negli USA è dell'ordine di qualche migliaio per anno.

Fonti utili: i Statistical Abstracts del U.S. Census Bureau, gli annual reports del Commissioner of Immigration storici (digitalizzati dalla Library of Congress), gli archivi del Center for Migration Studies of New York. Per l'Italia, il portale dell'Istituto Centrale di Statistica e gli annuari del Ministero degli Affari Esteri.